UNIONE   MEDICI   ITALIANI

04/06/2021 - La Vicepresidente Moratti ha presentato le linee di sviluppo della Riforma Regionale
Modifica della L.R.23/2015- Osservazioni


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Osservazioni alla Riforma sanitaria della Lombardia

Si apre una fase apprezzabile ed apprezzata di ascolto allargato che potrà dare un utile contributo a quanto già indicato nelle linee guida di recente approvazione. Le modifiche si presentano difficili e complesse. Alle palesi incongruenze emerse negli anni si sono aggiunte le prescrizioni ( vincolanti di rispetto della normativa nazionale ed in particolare del D.Lgs. 502/1992 non derogabile) ed osservazioni del Ministro della Salute e di AGENAS  a cui ultimamente quanto indicato dal PNRR che di fatto impone per la Medicina Territoriale un modello unificante delle varie realtà regionali superando, in parte, l’attuale deleterio frazionamento.

Di fatto le linee guida della Lombardia recepiscono il PNRR ed anche le prescrizioni ministeriali e di AGENAS anche se non viene accolta per es. l’eliminazione delle ATS. Molto positivo il recupero del ruolo dei “distretti” a cui dovrebbe essere affidata in larga parete la gestione diretta della Medicina Territoriale (assistenza primarie e molte altre di grande rilevanza) con un obiettivo di potenziamento e d’integrazione tra la Medicina Generale con la Medicina Specialistica ed Ospedaliera.

Il recupero dei “distretti” va insieme alla modifica del ruolo delle ASST che si carico della gestione della Medicina Generale tolta alle ATS superando la deleteria dicotomia organizzativa tra ATS ed ASST da sempre denunciata da UMI (oggetto anche di un ricorso al TAR MIlano purtroppo perso per incomprensione della Magistratura). ASST che si caricano di molte attività anche se si alleggeriscono di alcuni compiti impropri ( per es. commissioni patenti ed altre incombenze medico legali). Assolutamente positiva la possibilità ( come prevista dal D.Lgs 502.1992) di ricostituire Aziende Ospedaliere ( non ASST) di cui mi auguro beneficeranno gli “Spedali Civili” di Brescia.

Bene la previsione per il Dipartimento di Prevenzione e di Salute Mentale.

Restano aperti tutti gli altri problemi che non mi pare hanno trovato soluzione nelle linee guida.

Non si capisce se la Lombardia vorrà porre termine al processo di eccessiva privatizzazione ed aziendalizzazione della Sanità  che negli anni passati per effetto anche della L.R. n. 31 ,di formigoniana memoria, ha destabilizzato la spedalità  pubblica e da qualche anno ha avviato analogo processo per destabilizzare la Medicina Generale con il modello di PiC ( Presa in Carico) dei malati cronici/fragili affidata a “gestori”,quasi tutti privati, piuttosto che ai “distretti”.

Non si capisce se si vuole procedere nel processo di “demedicalizzazione”  della Sanità affidando ad altre professioni ( farmacisti, infermieri, ecc...) le attività di competenza dei medici a scapito della qualità delle prestazioni sanitarie.

Non si capisce se si vuole ripotenziare il supporto logistico ed amministrativo a sostegno dei medici o si vuole continuare nel processo d’impiegatizzazione dei medici a scapito delle prestazioni professionali e strettamente sanitarie per i cittadini. Non si capisce siano a che punto si voglia utilizzare la “Telemedicina” a scapito del rapporto diretto medico-paziente.

Non si capisce si vuole procedere ad integrare gli organici dei medici ospedalieri e dei medici di Medicina Generale (MMG) che ormai stanno raggiungendo livelli di carenza incompatibili con i LEA ( Livelli Essenziali di Assistenza) e in molti casi a rischio di interruzione di pubblico servizio. Non si capisce sino a che punto si voglia ridurre la presenza capillare del medico di Medicina Generale (MMG). Non si capisce se si voglia dare ai MMG la gestione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR e dalle Linee Guida.

Non si capisce se si vuole ridare dignità ed attenzione al lavoro dei singoli medici nel contesto dei servizi sanitari pubblici e privati o si vuole persistere nel consentire una gestione gerarchica verticistica nel pubblico ed imprenditoriale nelle strutture private dove in entrambe sono presenti ampie sacche di sfruttamento e di illegittimità.

In questo contesto e con il fardello di tante questioni aperte, andremo anche noi al percorso di ascolto organizzato dal Consiglio Regionale presso la Commissione Terza e daremo, in piena libertà ed onestà intellettuale, il nostro contributo per cercare di costruire una Sanità lombarda migliore.

Il Presidente UMI – Unione Medici Italiani: Cav. dott. Francesco Falsetti  




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