UNIONE   MEDICI   ITALIANI

16/06/2020 - La LOMBARDIA SEMPRE CON DIRETTIVE NON ADEGUATE
Comunicato Stampa


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COMUNICATO STAMPA

la Lombardia sempre con direttive non adeguate

Avevamo appena assorbito il colpo dell’inutilità, almeno  attuale e speriamo per sempre dell’ospedale creato alla ex Fiera di Milano, che la Regione Lombardia sotto la regia del Presidente Fontana e dell’Assessore al Welfare Gallera ci “regala” altre “trovate”:

Ci riferiamo a quelle relative alla combinazione esami sierologici e tamponi. Come tutti avete capito si possono fare gli esami sierologici (anche senza prescrizione medica), ma escluse le categorie individuate dalla Regione, questi  si possono eseguire solo in alcuni laboratori individuati dalla Regione ed a pagamento cioè non a carico del S.S.N.

Scelta comprensibile, ma non condivisibile perché non si favorisce quella  maggiore comprensione della situazione epidemiologica e della malattia  nella popolazione che sarebbe necessaria.

Come se non bastasse i casi che dovessero risultare positivi saranno obbligatoriamente sottoposti a tampone (con ricetta medica in bianco?) anche questo a pagamento, cioè non a carico del S.S.N. (forse con rimborso se positivo). Questo tampone sarà eseguito subito, ma il risultato potrebbe farsi attendere molti giorni e nel frattempo il soggetto dovrà essere mantenuto in isolamento domiciliare e quindi, se lavoratore, dovrà astenersi da ogni attività.  Questa clausola, ma soprattutto il tempo tra il tampone e il risultato comporterà che molti lavoratori, specie non dipendenti, eviteranno di eseguire il test sierologico. 

A marzo avevamo già denunciato i tempi lunghi per avere il risultato dei tamponi e di farne molti di più, ma la Regione, dopo circa tre mesi, non ha ancora risolto queste gravi criticità.

Come se non bastasse non è previsto un percorso preciso per coloro che, positivi ai test sierologici, siano isolati a domicilio insieme ai loro familiari.

Naturalmente tutte decisioni assunte senza neppure informare le organizzazioni dei MMG (Medici di Medicina Generale) che dovrebbero essere  i primi a conoscere questi dati per incrociare i dati laboratoristici con quelli clinici (per esempio valutazione dei  test negativi, ma con clinica positiva per malattia pregressa).

Purtroppo dobbiamo segnalare che la Lombardia, la Regione con più contagiati (oltre che con più deceduti), si uniforma alla “fase 2” senza differenziarsi con il resto d’Italia. L’UMI ritiene che  sarebbe stato più opportuno un riavvio più graduale delle attività economiche commerciali, di ristorazione e sportive essendo quelle produttive mai completamente sospese e già avviate da tempo in larga misura. E’ bene dire che questa è una decisione politica non condivisa da una parte dei medici e  degli scienziati. Questa associazione UMI  avrebbe certamente preferito prolungare  alcune limitazioni specie in alcune zone delle Regioni più colpite dall’epidemia con particolare attenzione per la Lombardia dove è presente una larga circolazione del virus.  Il rischio non è solo quello di ritornare ad un aumento dei contagiati, ma estendere i contagi a zone parzialmente risparmiate ed in previsione di estenderli anche alle Regioni del Sud (non ce lo auguriamo) quando saranno scoperte le “frontiere” regionali.

Resta sempre incomprensibile il mancato commissariamento della Sanità lombarda che ha operato con ritardo e con tanti errori che si perpetuano a danno della popolazione.

Brescia, 18 maggio 2020

 

Il Presidente UMI: cav. dott. Francesco Falsetti




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