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18/10/2019 - INSERIMENTO DEGLI SPECIALIZZANDI NEGLI OSPEDALI
La Lombardia ferma


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Quotidianosanità.it

Carenza personale. Falsetti (Fismu): “Mancano all’appello ancora 4000 medici dirigenti”

Il segretario regionale Fismu Lombardia punta il dico contro la mancata applicazione del Decreto Calabria e posizioni “fortemente oppositive” da parte del mondo accademico e di alcune Università, che “pesano negativamente sull’applicazione della legge e sulla possibilità di arruolare i medici specializzandi. In questo modo si nega la speranza di ottenere un miglioramento dell’assistenza e di recuperare la funzionalità delle strutture del Ssn”.

16 OTT - “Ad oltre tre mesi dalla pubblicazione del cosiddetto “Decreto Calabria” (Legge n.60/2019), che avrebbe dovuto risolvere le carenze organiche negli ospedali e nelle ATS della Lombardia, le nuove disposizioni di legge non hanno ancora trovato applicazione".  Lo denuncia in una nota Francesco Falsetti, Segretario Regionale FISMU Lombardia, che evidenzia come “la mancanza di circa 4.000 Dirigenti Medici nelle strutture sanitarie lombarde non viene così compensata con il previsto arruolamento dei medici specializzandi degli ultimi due anni”.

“Ancora una volta - incalza Falsetti - le aspettative dei cittadini e dei medici sono andate deluse e le norme di legge approvate non hanno trovato neppure una minima parziale realizzazione almeno per colmare le carenze organiche più gravi ( per es. quelle dei P.S.) e per ridurre le liste di attesa per quelle prestazioni dove i tempi sono più lunghi”.

Il sindacalista punta il dito contro la politica “ma dobbiamo denunciare posizioni fortemente oppositive da parte del mondo accademico e di alcune Università tra cui quella di Brescia”, aggiunge. “Tali posizioni pesano negativamente sull’applicazione della legge e sulla possibilità di arruolare i medici specializzandi”.


E così facendo, conclude Falsetti, “si nega la speranza di ottenere un miglioramento dell’assistenza e di recuperare la funzionalità delle strutture pubbliche del SSN sempre più in difficoltà nell’erogazione di alcune prestazioni sanitarie”.

16 ottobre 2019
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