UNIONE   MEDICI   ITALIANI

18/10/2019 - LETTERA A "BRESCIAOGGI"
La carenza dei medici a Brescia


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Egregio Direttore di BresciaOggi , prendo spunto dall’articolo, di Chiarini (molto apprezzato), in prima pagina  sul quotidiano di giovedì 27 per meglio precisare alcuni aspetti sulla carenza di medici di cui soffre la nostra città e l’intera provincia:

  1. Il problema non è tanto la carenza di medici quanto la carenza di specialisti per gli ospedalie la formazione triennale per la MG (Medici di famiglia);

  2. Tale carenza è determinata da una grave mancanzadi programmazione nazionale nella formazione di questi sanitari dovuta essenzialmente a responsabilità politiche. Il fenomeno è in atto da almeno 15-20 anni;

  3. Le misure messe in atto dal Governo e dalle Regioni sono assolutamente insufficienti anche perché non si considera l’aumento dei pensionamenti nei prossimi anniaccentuati dalle recenti misure previdenziali (vedi quota 100);

  4. Incide negativamente anche l’esodo dei medici verso altre attività e verso l’estero causato dal peggioramento delle condizioni lavorative a cui sono soggettisia gli ospedalieri sia i MMG da parte delle Regioni e delle Aziende (la Lombardia è tra le peggiori d’Italia!!);

  5. Il fenomeno è particolarmente grave per alcune discipline e alcuni settori. Tra questi non possiamo dimenticare i servizi di PS, compreso quello degli Spedali Civili, anche per l’incapacità gestionale di alcuni Primari e la volontà dell’Azienda a non incrementare gli organici;

  6. La carenza di medici nelle strutture pubbliche è molto maggiore di quella dichiarata dalle singole Aziende. A Brescia e Provincia mancano non meno di 400 medici e tale carenza è stata determinata anche per la politica regionale della Lombardia che ha causato, già molto prima del 2010, la fuga dei medici dalle strutture pubbliche ben sapendo che non le avrebbero poi potuti integrare. La Lombardia lamentala mancanza di autonomia ma sono state proprio le decisioni a contribuire all’attuale disastro;

  7. La RegioneLombardia, ben consapevole di tale grave condizione degli Ospedali pubblici insiste nell’ applicare il modello dei “cronici” che aggrava il lavoro dei medici ospedalieri per il carico dei malati assegnati agli specialisti e della programmazione preferenziale delle prestazioni dei malati cronici con PAIa scapito dei malati acuti e degli altri malati cronici.

Cordiali saluti il Presidente UMI: cav. Dott. Francesco Falsetti

 




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