UNIONE   MEDICI   ITALIANI

18/10/2019 - LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE
Richiesta una verifica della situazione lombarda


di


LETTERA APERTA

 

Al  Ministro della Salute:  On. Roberto Speranza

Al  Presidente della FNOMCeO :Dr. Filippo Anelli


Alle   Autorità
Alla   Stampa
LORO SEDI

 

Oggetto: Cure Primarie della Regione Lombardia tra autonomie, inefficienze  ed illegittimità.

 

L’ATS di Brescia ha emesso un avviso (che si allega) per la formazione dell’elenco dei “Clinical Manager” (figura non prevista dalla normativa sanitaria italiana e dall’ACN della MG, ma inventata da Regione Lombardia) che possono erogare prestazioni sanitarie nell’ambito delle Cure Primarie, previste nei PAI, nei propri studi anche in Telemedicina. Questi “Clinical Manager” sono quei MMG che hanno  aderito al modello regionale di presa in carico dei malati cronici  come soci di società cooperative o singoli.

L’ avviso di cui al decreto del DG dell’ATS di Brescia si basa sulle Delibere di Giunta Regionale, già più volte contestate da UMI per  difformità rispetto alle normative nazionali.

Per partecipare all’avviso bisogna essere in possesso di alcuni  requisiti richiesti che  aggiungono altre nuove difformità rispetto all’ACN della MG ed in particolare rispetto all’ ”Allegato D” e all’art. 25 tra cui il possesso del titolo di specialista (vedi requisiti  professionali).

Senza entrare nel merito dei requisiti vogliamo però sottolineare che la possibilità di partecipare all’avviso è limitata  ai “ Clinical Manager” e non ai MMG, cioè a quei MMG aderenti al modello regionale sugli assistiti cronici e come se non bastasse possono partecipare solo gli assistiti che hanno sottoscritto il PAI  (ed il Patto di Cura) ed infine possono aderire solo gli assistiti cronici e non gli acuti.

Solo quindi questi soggetti, medici ed assistiti, possono erogare e ricevere le prestazioni indicate nell’avviso (e nelle delibere regionali) e non tutti gli assistiti.

Sono gravi discriminazioni che solo un gruppo di politici/amministratori irrispettosi dei diritti di tutti gli assistiti e dei medici ha voluto realizzare con arroganza e spudoratezza.

Ancora più grave l’aver deliberato quando era scaduto l’accordo Ministro della Salute, on. Lorenzin, e Presidente Regione,  Maroni,  che permetteva alla Lombardia di realizzare una sperimentazione sanitaria in un regime di deroga temporanea(tre anni) alla normativa nazionale.

Siamo all’ennesimo atto di un uso eccessivo dell’autonomia organizzativa prevista dal Titolo V della Costituzione che si configura come una e vera propria secessione sanitaria in contrasto con le leggi istitutive del SSN e con l’ACN  che regola il rapporto convenzionale dei MMG (ma qui si parla di “Clinical Manager operatori medici, ripeto, inventati dalla Regione Lombardia) per il quale non è prevista alcuna deroga regionale essendo di  competenza statale.

 

Accettare queste discriminazioni da parte dei medici nell’erogazione dell’assistenza configura, a mio avviso, anche un comportamento in contrasto con la “Deontologia Medica”. A questo proposto mi meraviglio come queste discriminazioni tra medici e malati siano state  accettate dagli Ordini dei Medici lombardi e come alcuni medici, compreso il DG ATS di Brescia, hanno pensato di aderirvi e di farle proprie venendo meno al principio deontologico di uguaglianza nella cura dei malati.

Siamo alla strumentalizzazione politica della professione oltre alla negazione del principio universalistico sul quale poggia il nostro SSN.

 

L’UMI continuerà la sua battaglia contro queste normative regionali (e delle ATS).

Abbiamo chiesto l’adesione dei medici e consigliamo sempre gli assistiti ad evitare  di aderire al modello cronicità della Regione Lombardia in cambio di una possibilità molto limitata di eseguire alcune prestazioni.

Il vero problema è quello di difendere la Sanità Lombarda da queste prove di secessione in senso privatistico/economicistico (a spese del resto dell’Italia) che tolgono autonomia e libertà alla Medicina Generale proponendo un modello  poco efficace e vincolato a scelte politiche incongrue.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al susseguirsi impazzito di Delibere della Giunta Regionale (proposte dall’Assessore Gallera e votate sempre all’unanimità contro gli interessi della popolazione. sic!) che hanno cercato invano, sulla pelle dei medici e degli assistiti (che per fortuna non abboccano), di realizzare un modello di Cure Primarie diverso, ma possibilmente migliore ed accettabile: non ci sono ancora riusciti nonostante i continui aggiustamenti.

I medici vincolati da pesanti burocrazie ed inquadrati in un rapporto di lavoro precario senza regole concordate sono privi di tutele contrattuali/professionali e mancano di strumenti organizzativi a vantaggio degli assistiti.

L’UMI rivendica il rispetto pieno dell’ACN vigente e prossimo futuro nel quale si spera siano inserite a livello di SISAC le basi per una vera efficace riorganizzazione della Medina Generale e della cura dei malati cronici che superi questo pastrocchio  della  Giunta della Regione Lombardia che non è riuscita a costruire un valido modello alternativo a quello nazionale.

Con questa lettera vogliamo coinvolgere il nuovo Ministro della Salute ed il Presidente della FNOMCeO perché possano ridare ai medici e agli assistiti lombardi una Sanità basata sulla certezza e sulla stabilità di regole istituzionali, legittime e coerenti con i principi del SSN italiano e della Deontologia Medica. 

Cordiali saluti.

Il Presidente UMI- Cav. dott. Francesco Falsetti




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