UNIONE   MEDICI   ITALIANI

15/05/2019 - ASSEMBLEA UMI 2019
Relazione del Presidente Falsetti


di


Brescia 11 maggio 2019

ASSEMBLEA UMI

RELAZIONE del PRESIDENTE

Un benvenuto agli ospiti e alla autorità che ci hanno voluto onorare con la

loro presenza.

Un saluto cordiale a tutti gli iscritti.

 

Il Programma UMI  2019  resta articolato su tre aree: sindacale, societaria e sociale.

Ad oggi si è data applicazione soprattutto alla parte sindacale:

-mantenimento delle relazioni sindacali e contrattuali a livello nazionale, regionale ed aziendale con forte accentuazione della tutela del lavoro dei medici;

-attivazione consulenze interne professionali e contrattuali;

-mantenimento consulenza  previdenziale;

-mantenimento consulenza  fiscale/IRAP;

-mantenimento consulenze ed azioni legali ;

-difesa degli interessi dei pensionati ex-INPDAP ed ENPAM.

 

L' attività societaria si base sulle esperienze della Sezione di Cremona

e di Lecco di presa in carico dei malati cronici tramite gestione con società

cooperative.

 

L'attività sociale ha avuto particolare sviluppo sui temi della difesa ambientale, della politica sanitaria con frequenti interventi anche per  la sicurezza sul lavoro individuale e collettivo, della difesa della maternità e della famiglia a cui potranno essere destinate delle risorse dell’associazione da definire da parte dell’Esecutivo.

In quest'attività si vuole sollecitare l'attenzione e migliorare la preparazione

dei medici ai temi ambientali.

L'attività associativa  si avvale della collaborazione con altre sigle:                                                                                                                                                                                                                                                                                    

CONFEDIR, confederazione della Dirigenza, utile per i rapporti a livello nazionale e per le questioni previdenziali. Il Presidente UMI è membro di diritto della Segreteria Nazionale. Il Vicepresidente UMI, dott. M. De Fabritiis, è Revisore dei Conti e il dott. Fogazzi  nel Collegio dei Probiviri per la Dirigenza Medica;

FISMU (Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti), con cui è stata attivata l’affiliazione per il settore convenzionato. FISMU è a sua volta affiliato con CISL-Medici facente parte d’Intesa Sindacale. Attiva la collaborazione per la Dirigenza in via di definizione anche per i rapporti con FVM con la creazione di una sotto-sezione UMI- FISMU in FVM peri nuovi iscritti.

La collaborazione UMI-FISMU si è concretizzata con la partecipazione UMI alla Segreteria Nazionale FISMU ( provvisoria in attesa del Congresso Nazionale) e con la nomina del dott. Francesco Falsetti a Segretario Regionale della Lombardia FISMU il 5 aprile 2019 e del dott. F. Martire a Responsabile della MG e del dott. C. Fogazzi  della Dirigenza Medica.

UMI ha sostenuto la costituzione di FISMU con la propria adesione ed economicamente anche se ciò ha comportato difficoltà di rappresentanza ai tavoli contrattuali che si  spera di superare nelle prossime settimane.

Adesione FVM attiva per la rappresentatività nel settore delle Dirigenza per gli iscritti già in essere.

Attiva una collaborazione con APS Leonida per le problematiche dei pensionati della Dipendenza.

Resta presente il CLUB della Salute senza che sia attivato per le finalità di salvaguardia della salute e dell’ambiente in collaborazione con le famiglie.

Non più attiva alcuna collaborazione con SMI.

Lo SMI ha disdettano unilateralmente l’affiliazione per il settore convenzionato e l’accordo per la Dirigenza Medica senza darcene mai comunicazione.

Il tentativo, al Congresso Regionale SMI della Lombardia del 19 maggio 2018,  d’inserimento nel Consiglio Regionale della Lombardia di alcuni rappresentati UMI, proposto da esponenti SMI, non si realizzato in quanto i delegati UMI non sono stati ammessi al voto dimostrando ancora una volta come una parte dello SMI non abbia mai accettato una  collaborazione nel rispetto degli accordi con UMI.

 

Aspetti Organizzativi

E’ tuttora attivo l’organigramma eletto il 13 maggio 2017 e successive nomine dell’Esecutivo per il quadriennio 2018-2021.

L’organizzazione garantisce tutte le attività programmate ed in particolare quella sindacale nei vari settori e ai vari livelli ( nazionale, regionale, aziendale)  sulla base dei rapporti esistenti di adesione/affiliazione, con proprie risorse e quindi in piena autonomia economica.

Il numero degli iscritti è in riduzione per il calo dovuto ai pensionamenti. Fenomeno diffuso anche alle altre sigle e poco compensato dalle iscrizioni dei giovani medici poco  sindacalizzati. Questo è un grave problema della categoria che è penalizzata da bassa percentuale di adesione alle OO.SS. di categoria con ripercussioni sulla rappresentatività specie a livello aziendale e regionale. Il fenomeno è più marcato per la Dirigenza Medica.

Si conferma la buona collaborazione con il nostro personale dipendente sigg.re Valeria Cappa e Marina Moreschi che colgo l’occasione per ringraziare a nome di tutti che garantiscono la funzionalità della nuova sede nelle diverse attività e i rapporti con gli iscritti e con i tanti simpatizzanti.

Restano attivi tutti i servizi tra cui la consulenza previdenziale con il dott. P. Quarto di Roma a favore sia dei convenzionati sia dei dipendenti a totale carico dell'UMI.

Si propone di mantenere invariate le quote d’iscrizione per il 2019.

 

Azioni Legali 

Il fondo  per spese legali e peritali offre agli iscritti un contributo al 50% e si sta dimostrando adeguato alle necessità, ma dobbiamo registrare che i contenziosi legali con le Aziende pubbliche e private sono in aumento così come con la Regione Lombardia.

Tra le azioni concluse, in corso e in attivazione, ricordiamo:

  • I ricorsi IRAP con ottimi risultati anche in Cassazione che sempre più è orientata ad escludere il MMG dal pagamento dell’IRAP.

  • Altre azioni legali contro l’ASL (ora ATS) di Brescia e ASST per procedimenti disciplinari, per irregolarità nel conferimento degli incarichi, per recupero quote SISS 2011/2012;

  • Respinta l’azione contro le trattenute per il TFR a Chiari, Desenzano, Milano, Brescia;

  • I ricorsi dei pensionati sulla mancata rivalutazione del trattamento previdenziale sono stati bocciati dalla CC a dicembre 2017. Sono in corso di organizzazione le nuove azioni legali contro le ulteriorinorme emanata dall’attuale Governo in tema di contributi e di mancato adeguamento dei trattamenti;

  • Siamo in attesa di udienza per il duplice ricorso al TAR sulle DGR applicative della L.R. 23/2015 per l’impossibilità di essere rappresentati sindacalmente presso le ASST e per l’affidamento delle Cure Primarie ai Direttori  Sanitari piuttosto che ai Direttori Socio Sanitari (DGR 5113 del 29.4.2016 e 5513 del 2.8.2016);
  • Si è proceduto al ricorso al TAR di Milano contro la Regione Lombardia per la DGR n. X/6164 del 30.1.2017, n. 6551 del 4.5.2017 ed aggiuntivo su DGR n. 7655 del 28.12. 2017 oltre ad alcuni contenuti dell’AIR del 24.1.2018 sulla presa in carico delle cronicità da parte di “gestori” pubblici e privati senza la contrattualizzazione del ruolo dei medici e modificando il ruolo come previsto dalla legge e dall’ACN del MMG. Il ricorso alle DGR 6164 e 6551 è andato in udienza il 12 settembre 2017 (vedi ordinanza con la quale è stata definita la libertà del medico e dell’assistito di aderire o non aderire al modello lombardo) senza che sia stata concessa la sospensiva. Il 5.12.2017 è stato presentato appello al Consiglio di Stato ed è stato accolto, contro le aspettative della Regione Lombardia, con l’indicazione per il TAR-Milano di fissare l’udienza per il merito  con sollecitudine. L’udienza è fissata per 24 novembre 2018. Il TAR ha accolto il nostro ulteriore ricorso aggiuntivo sulla DGR n. XI/754 del 5/11/ 2018, ancora una volta contro le aspettative della Regione Lombardia  e dell’Assessore al Welfare,  fissando una nuova udienza per novembre 2019;
  • Si è proceduto ad elaborare una linea di opposizione verso la pretesa delle Aziende di conferire i dati patrimoniali di tutti i dirigenti al fine di una loro pubblicazione. Ora la battaglia continua per escludere non solo i dirigenti con incarichi professionali, ma anche per quelli di struttura semplice. Si è predisposta una risposta alla delibera dell’8/372017 dell’ANAC.

Infine l’UMI ha dato sostegno ad azioni legali che per vari motivi i colleghi attivano per loro conto quando rappresentano interessi generali.

Si chiede all’Assemblea di mantenere l’impegno economico per le spese legali in corso e future specie contro le Istituzioni pubbliche le quali continuano ad operare senza la dovuta concertazione con le OO.SS. e spesso in maniera illegittima e non conforme ai contratti.

 

Situazione sindacale

Abbiamo sviluppato direttamente la nostra azione nelle sedi, aziendali e regionali, dove siamo presenti con il massimo impegno ed abbiamo seguito anche le principali vicende a livello nazionale per tramite delle nostre collaborazioni con sigle rappresentative.  I maggiori contenziosi si verificano per cattiva applicazione della  normativa di legge e contrattuale sull’orario di lavoro, riposi, P.D., ferie, conferimento incarichi e valutazioni.

Quasi sempre gli orari aggiuntivi extracontrattuali che i medici sono spesso costretti  a fare anche per decisioni dei propri Primari non sono retribuiti.

Le Regioni e le Aziende si sono adeguate alla normativa sull’orario di lavoro solo formalmente, restano molte le inadempienze e conseguentemente è grave lo sfruttamento dei medici anche per la concomitante carenza degli organici.

Nessuna misura concreta è stata assunta dal Governo e dalle Regioni per adeguare gli organici dei medici nonostante le promesse del Ministro. Le uniche sostituzioni ammesse ( e non sempre) sono quelle dei pensionamenti. Il personale non è adeguato  alle attività richieste, e manca anche il cambio ferie/malattie e gravidanze.

Tutti i medici sono fortemente  penalizzati non solo per gli aspetti normativi, ma anche economicamente a livello nazionale per il blocco contrattuale operante dal 1.1.2010 e poi a cascata a livello regionale ed aziendale. Insieme al danno economico c’è stata una grave penalizzazione nell’organizzazione del lavoro e sulle carriere con il taglio  degli incarichi gestionali. Alcune ASST ( vedi la Franciacorta)  mancano di conferire gli incarichi ai medici che vengono riassegnati per necessità aziendali.

Le Regioni ed Il Governo non hanno ancora definito  per la Dirigenza l’ Atto d’Indirizzo e gli stanziamenti restano irrisori anche per la Medicina Generale le cui trattative sono state avviate.

Le retribuzioni dei medici dirigenti , specie con incarichi professionali, restano troppo basse e non in linea con quelle di altri Stati europei e di altre attività con l’aumento di fuga dalle strutture pubbliche e di non partecipazione ai pochi concorsi pubblici banditi.

La posizione dell’UMI per la Dirigenza è quella di evitare di avviare le trattative in mancanza di adeguate risorse e senza certezza di soluzioni delle molte criticità.

Per la Dirigenza è stato recentemente approvato in sede ARAN il CCNQ che ha definito i nuovi comparti e le aree contrattuali condizione indispensabile per l’avvio delle trattative anche se è stata rimessa in discussione la collocazione dei Dirigenti Amministrativi.

E’ in fase di conclusione anche il CCNQ per i permessi e distacchi.

Con il Governo resta da definire il ruolo dei Dirigenti nella P.A.

 

Su tutti i medici pesano crescenti carichi burocratici anche dovuti alla scarsità, all’insufficienza e inefficienza dei sistemi informatici.

Il 2 aprile 2018  è stato approvato l’ACN della Medicina Generale per il pagamento degli arretrati degli anni 2010-2017 pubblicato sulla G.U del 21 giugno e poi pagati entro novembre 2018. Sono state individuate  alcune priorità ( vaccinazioni, cronicità, ecc.) che dovranno essere oggetto di accordi regionali. Al momento la Regione Lombardia, più volte sollecitata, non ha attivato nessun tavolo di trattativa di applicazione neppure per il modello di presa in carco delle cronicità sul quale ha invece stipulato  accordi  con gli Ordini dei Medici..

La controparte nazionale (SISAC) che aveva preso l’impegno di definire la parte normativa con nuovo ACN entro la fine del 2018 non è stata di parola. E’ stato sostituito il Coordinatore (febbraio 2019).

A livello regionale la Lombardia ha avviato la Riforma del proprio Sistema Sanitario Regionale (LR n.23/2015) con continui rimaneggiamenti apportati con le molte delibere che si sono susseguite.

Questi continui  cambi di regole  hanno gettando la Sanità lombarda in uno stato di confusione e di stallo. In una prima fase l’UMI aveva partecipato ad una definizione della riforma, ma visti i risultati la posizione della nostra associazione si  è modificata in un’ azione di contrasto in quanto nessuna delle decisioni si sono rilevate utili a migliorare il lavoro dei medici. Si è andata creando un’ organizzazione amministrativa ancora più articolata, confusa e rigida nell’applicazione degli aspetti burocratici per il medico e la mortificazione delle attività professionali che è proprio quello che volevamo evitare.

Sull’applicazione del modello di presa in carico dei malati cronici, realizzato senza consultare le OO.SS. dei medici e senza stipulare specifici accordi.  Scarsa l’adesione dei MMG, scarsissima quella dei malati.

E’ stato rinnovato l’AIR per il 2018 prorogando quello del 2017 integrato con alcuni elementi derivati dalla nuova organizzazione sui cronici.  

Il progetto CReG è concluso.

I MMG della Lombardia restano i peggio trattati e pagati d'Italia ed ora rischiano di perdere  anche gli assistiti cronici.

 

La recente sottoscrizione dell’AIR 2019 presenta alcune criticità:

  • Proposta di utilizzo impropria della risorse del “governo Clinico” per un obiettivo amministrativo-organizzativo;

  • Discriminazione tra MMG sulla possibilità di eseguire prestazioni negli studi;

  • Proposta di riorganizzazione della CA da valutare sul piano economico ed organizzativo.

     

    Anche a livello di ASST per la Dirigenza manca una corretta politica sindacale e l’organizzazione del lavoro è lasciata ai Primari che in molti casi adottano comportamenti di vero e proprio sfruttamento  senza  una corretta applicazione della normativa e del riconoscimento dei meriti.

    Le RAR 2018 sono state ridotte  rispetto al 2017 per stabilizzare i precari sulla base delle indicazioni ministeriali e dell’accordo regionale.

    Non è’ stato ottenuto l’aumento dei fondi contrattuali del 2015 con il recupero della RIA 2015.

    Nel corso del 2018 sono state approvate le linee guida sulla Libera Professione rimaste in molti casi incompiute.

    Gravissima la carenza dei medici con conseguenti carichi di lavoro aumentati, difficoltà a fruire di ferie e riposi settimanali e giornalieri. Per tale motivo è stato dichiarato lo stato di agitazione del personale della Dirigenza Medica e chiesta una convocazione in Regione.

    Varie

    Il SSN  è sempre più sotto finanziato ( poco più del 6% del PIL) e mancano le risorse per adeguare gli organici medici ( e non solo) per rinnovare le strutture e le attrezzature, per la ricerca e la formazione. L’Assistenza è sempre più penalizzata così come la prevenzione ( sicurezza, vaccinazioni, ma non solo) e l’ambiente. Eccessiva la riduzione dei posti letto per acuti negli ospedali.

    Il rispetto dei LEA avviene solo grazie al sacrificio dei medici che ”regalano” al SSN milioni di ore di lavoro che non vengono riconosciute e tanto meno pagate. Le lunghe liste di attesa non sono causate dalla libera-professione intramoenia, ma soprattutto dalle carenze organiche. Non riteniamo utili pertanto  le misure penalizzanti la libera professione recentemente approvate nel decreto Regioni-Governo anche se riteniamo corretta la verifica del rapporto tra attività istituzionale e la libera professione con riferimento al singolo dirigente.

    Il Governo già nel 2017 ha approvato la Legge sulla Responsabilità Professionale, ma trova difficoltà applicativa per la mancata definizione delle linee guida.

    La recente proposta di “Patto per la Salute 2019-21”ci pare il solito” polpettone” inconcludente. L’art.16 prevede in tre mesi la compilazione del Profilo Sanitario Sintetico da parte del MMG per i propri assistiti, irrealizzabile!

    La mancata modifica del  Titolo V° della Costituzione consente, ad avviso di UMI, un eccessivo potere delle  Regioni in materia sanitaria. Ora alcune Regioni chiedono maggiore autonomia e se concessa comporterà un’accentuazione della frammentazione del SSN ed un aumento del potere delle Regioni. Una conseguenza sarà la definizione dei contratti dei medici in sede regionale Le Regioni esercitano ancora di più quel centralismo regionale politico e decisionale che è proprio il contrario di quanto prevede la Costituzione e sarà motivo per favorire maggiore illegalità ( vedi le recenti sentenza  contri i vertici politici della Lombardia).

    Un esempio lampante è la legge sul nuovo sistema socio sanitario della Lombardia che è stato approvato dal Governo anche se in via sperimentale con uno stepp al terzo anno non rispettato.

    La proposta di UMI è “più Stato e meno  Regioni”. Queste ultime dovrebbero mantenere un ruolo solo amministrativo e perdere quello legislativo e nelle Giunte dovrebbero essere  presenti rappresentati delle minoranze.

    Non ancora riformato il sistema ticket/esenzioni che l’UMI chieda da anni di modificare con una maggiore responsabilizzazione dei cittadini alla spesa sanitaria (farmaceutica e diagnostica) a cui deve fare il pari anche quella dei medici con il superamento delle condizioni che hanno instaurato la “medicina difensiva”.

    I MMG,  in queste settimane, stanno modificando i codici esenzioni in Lombardia per adeguarli a quelli nazionali ( altro pasticcio della Regione).

    Ancora difficile l'utilizzo dei sistemi informatici anche in Lombardia.

     

    Ormai drammatica la carenza dei MMG a causa del ridotto numero di posti  al corso di formazione triennale nonostante gli aumenti decisi dal Ministero della Salute.

    Questo è uno dei segni più tangibili della mancata programmazione della formazione in Italia. Uguale discoro si può fare per la carenza degli specialisti per l’accesso alla Dirigenza Medica.

    La Lombardia è tra le peggiori. Resta forte il ricorso al precariato che si configura come un grave illecito con retribuzioni ( e relative contribuzioni) vergognose sino a vere e proprie forme di “lavoro nero”.   

    Su tutti i medici pesano crescenti compiti burocratici che mortificano il ruolo professionale ed il rapporto con il cittadino riducendo i così detti tempi professionali cioè i tempi dedicati all’assistenza dei malati.

    Per la Dirigenza grave il fenomeno  della forzata riduzione dei tempi per l’esecuzione delle singole prestazioni, specie ambulatoriali, spesso imposti dai Primari per mantenere il raggiungimento dei propri obiettivi ed il contenimento dei tempi di attesa a scapito della qualità delle prestazioni e del rapporto medico-paziente .

     

    Il tutto è peggiorato dall’aumento degli assistiti ( in Lombardia 1750) per i MMG e   dalla  carenza degli organici negli ospedali: in Italia mancano non meno di 25.000 medici specialisti ed in Lombardia non meno di 4.000.

    In alcune Regioni si richiamano in servizio i pensionati. La situazione è aggravata dall’esodo dagli ospedali verso la MG, ma anche verso l’estero o altre strutture. Le strutture pubbliche hanno esaurito le proprie capacità attrattive sia per le cattive condizioni di lavoro sia per le retribuzioni ormai troppo basse e peggio senza prospettive di prossimi aumenti significativi.

Resta aperto il problema della violenza specialmente nei confronti dei medici di CA.

 

Aspetti fiscali

Resta troppo alta l’imposizione fiscale  che grava pesantemente sui redditi dei medici dipendenti, convenzionati e ancor di più sui pensionati. Resta alta l’evasione fiscale e contributiva. Sempre più alte le addizionali regionali e comunali anche sulle pensioni e i tributi locali per i servizi anche degli studi.

L’UMI propone un sistema fiscale che preveda la deduzione delle spese ed una più incisiva azione antievasione ( anche su IVA e contributi previdenziali) con una riduzione significativa dell’imposizione fiscale ( non oltre il 30% l’aliquota massima).

Attenzione alla “tassa piatta” perché l’eliminazione delle deduzioni potrebbe penalizzare i medici libero professionisti e i MMG.

L'UMI chiede l'eliminazione dell'IRAP sugli emolumenti dei medici convenzionati con il SSN che resta “non dovuta” come confermato da numerose sentenze della Cassazione.

In attesa di sviluppi politici, l'UMI continua la battaglia contro l'Agenzia delle Entrate per il recupero dell’IRAP dei MMG con buoni risultati.

Al medico, infatti non resta che pagare e ricorrere: le spese dei ricorsi IRAP, con tariffe eque, sono  coperte, per gli iscritti, al 50% dall'UMI, tasse escluse.

Nel 2016 abbiamo avuto conferma di un’altra vittorie legale in Cassazione per nostri iscritti con il patrocinio legale dell’avv. Ghizzoni. Riteniamo che tutti i ricorsi persi a livello di Commissioni Tributarie Locali e Regionali debbano essere portate in Cassazione

Sosteniamo un regime fiscale  differenziato per i pensionati come previsto in altre nazioni europee con aliquote massime non superiori al 15%.

 

UMI FORMAZIONE

Il settore è affidato al dott. M. Laudicina che si avvale della collaborazione del dott. Brianza.

Tra il 2018 e il 2019 sono stati organizzati  i seguenti eventi :

  • Corso Ayurveda dal 5/12/2017 al 22/02/2018

  • Evento Autismo –Lecco 22/09/2018

  • I Messaggi nascosti negli esami di Laboratorio del 13/10/2018

  • EMDR del 23/02/2019

Previdenza

Si sta sviluppando il settore UMI dei pensionati sia per i dirigenti/dipendenti sia per i convenzionati.

La Corte Costituzionale ha bocciato i ricorsi dei medici ( e non solo) per il riconoscimento della rivalutazione automatica. Ora UMI con l’associazione “Leonida” propone i ricorsi in sede europea (CEDU).

Al via i nuovi ricorsi per i contributi oltre i 100.000,00 euro e la mancata rivalutazione dei trattamenti previdenziali.

L’applicazione della “quota 100” rischia di svuotare ulteriormente le strutture pubbliche.

Va ricordato che l'ENPAM ha invece mantenuto l'adeguamento al costo della vita delle pensioni dei convenzionati.

Per i medici di MG chiediamo la permanenza in servizio a domanda sino al 72° anno di età e per i dipendenti sino a 70 anni con la decontribuzione al raggiungimento dei limiti di vecchiaia.

 

Cosa chiede l'UMI alla politica

  1. Basta con il blocco contrattuale in atto dal 2010 sia per i dipendentied avvio dei nuovi contratti economici con adeguata disponibilità economica;

  2. Basta al blocco della perequazione automatica delle pensioni;

  3. Riduzione delle tasse (in ogni forma) nazionali e locali. Basta tasse sperequate sulla casa. Introdurre tassi agevolati su incentivi e straordinari. Più sicurezza pubblica e sui luoghi di lavoro. Evitare ogni forma di sfruttamento professionale e lavorativo;

  4. Basta con i tagli al personale in Sanità e alle conseguenti liste di attesa. Adeguamento del numero dei MMG e degli specialisti;

  5. Si alla riduzione degli sprechi agendo sulla spesa di beni e servizi ed unificando i centri di costo;

  6. Eliminare l'IRAP per i redditi dei medici convenzionati con il SSN e per l'attività libero-professionale dei medici dipendenti a rapporto esclusivo;

  7. Basta al precariato nella dipendenza e nel convenzionamento;

  8. Stop alla gestione frammentaria e alla corruzione in Sanità da parte delle Regioni, prima causa di speco;

  9. Rivedere il sistema dei ticket e delle esenzioni;

  10. Rispetto delle normative di legge e contrattuali. Stop all'illegittimità e all'illegittimità dilagante nella pubblica amministrazione;

  11. Difesa della maternità e delle famiglie anche dei medici visto che in Sanità sono sempre più presenti le donne. Più concessioni di Tempo Ridotto. Difesa della paternità;

  12. Concreta difesa dell'ambiente dalle varie forma d'inquinamento che danneggiano la salute e il turismo con il coinvolgimento dei medici;

  13. Efficientare i sistemi informatici a costo zero per i medici;

  14. Deburocratizzare l'atto medico. Garantire validi strumenti di lavoro;

  15. Finanziare la ricerca anche clinica, migliorare la formazione post-universitaria e riformare quella per l'accesso alla MG senza essere vincolata ad obiettivi politico- amministrativi, ma garantire l’autonomia tecnico professionale del medico;

  16. Ripristinare corrette relazioni sindacali a livello locale.

Grazie per l'attenzione. Viva l'UMI. 

 Il Presidente UMI: Cav. dott. Francesco Falsetti

                                    

                                            




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